LA LUCE DI LUCIO


Il laboratorio La luce di Lucio parte dai Concetti Spaziali dell’artista Lucio Fontana per consentire al bambino, attraverso l’arte, di sviluppare la nozione di spazio e di luce reale e di familiarizzare con essa. La parte pratica è introdotta con un racconto sulla vita e le opere dell’artista affinché sia di facile comprensione e ne risulti piacevole l’ascolto. Gli obiettivi dell'attività sono quelli di sperimentare, mediante fori, ritagli e carte di diverso spessore, i comportamenti della luce, che colpisce piani diversi e di come lo spazio reale possa entrare nell'opera.

Ma ora usiamo la fantasia! Chi potrebbe far capolino da un foro più grosso e panciuto? Un colore? Un volto? Un animaletto? Ad esempio, un grande foro su carta gialla potrebbe nascondere il nasone grigio di un topo affamato!

Un esempio di come si possa giocare con la luce sovrapponendo tra loro fogli colorati di carta semitrasparente

La bellezza della luce che filtra tra i colori

Un esempio di come si possa elaborare, insieme ai bambini, delle piccole opere che rievochino i Concetti Spaziali di Fontana

Variando il colore dei cartoncini, la luce che filtra crea scenari magici e inaspettati

Un altro risultato, possiamo ottenerlo praticando dei fori sulla carta con una perforatrice


A cura di Maria Elena Marchetti
Curatrice e Docente di Arte

CHI C'È SOTTO IL CAPPELLO?


Il laboratorio Chi c'è sotto il cappello è ispirato all'omonimo libro di Elena Galloni edito da Minibombo, un divertente albo illustrato che si sviluppa come una matrioska di immagini dove i colorati cappellini degli animali nascondo in realtà altri simpatici amici. Questo è un libro da leggere ai bambini intonando la storia con la voce modulata dagli attesi momenti di scoperta che svelano cosa si nasconde dietro alle bislacche forme dei cappelli. Il libro è molto apprezzabile dal punto di vista grafico e narrativo: una pulizia minimale del disegno lo caratterizza fin dalla prima pagina del libro, un grande cappello blu che rivela di nascondere, nella pagina successiva, un grosso elefante, un'immagine che per noi adulti risulta assai familiare dato che Le petit prince di Antoine de Saint-Exupéry ha caratterizzato la nostra infanzia in modo indelebile. Dopo aver letto la storia ai bambini e averli contagiati con entusiasmo, siamo passati alla parte pratica dell'attività. Sui tavoli è stato poggiato un grosso cappello blu ricavato da un panno di feltro 60x40 cm, ritagliato per averne la sagoma esatta. I bambini hanno poi potuto toccare questo strano e gigante cappello per provare ad indossarlo e a scherzarci insieme. A turno, ai bambini veniva chiesto di sollevare il cappello per scoprire chi si nascondeva: quando un pinguino, un uccellino, la civetta, la tartaruga, il polpo, il vermino...ecc. Dopo il momento magico ognuno ha cominciato ad utilizzare i pastelli a cera per colorare le sagome e alla fine dell'attività sono stati consegnati dei cappellini di gomma crepla per decorare gli animali come nella storia illustrata del libro.

Il cappello - Illustrazione originale tratta da Le petit prince di Antoine de Saint-Exupéry

Un'immagine del libro edito da Minibombo

Chi c'è sotto il cappello?
Una selezione degli animali colorati dai bambini con i pastelli a cera
Il pinguino colorato da Margherita che ama molto il colore blu
Un momento ripreso durante l'attività, in compagnia della bravissima maestra Marianna


LE FORCHETTE BOCC'ASCIUTTA DI NONNO GIUSEPPE


Superficie 512 di Giuseppe Capogrossi (1963) - La Galleria Nazionale (Roma)

La mia ambizione  è di aiutare gli uomini a vedere ciò che i loro occhi non percepiscono: 
la prospettiva dello spazio in cui nascono i loro pensieri e le loro azioni.

Giuseppe Capogrossi


Il laboratorio Le forchette bocc’asciutta di nonno Giuseppe avvicina i bambini alla vita e alle opere dell’artista Giuseppe Capogrossi, esponente della Scuola Romana, una figura di notevole rilievo nel panorama dell'informale italiano insieme a Lucio Fontana e Alberto Burri. 

Dopo aver mostrato le opere più importanti della ricerca figurativa dell'artista antecedente agli anni '50, il laboratorio si concentra sulla svolta del linguaggio pittorico verso la  pura sintesi dell’astrazione. Come sottolineò lo storico dell'arte Massimiliano Sardina, in un articolo per la retrospettiva al Guggenheim di Venezia (2012),  "la figura in Capogrossi non scompare ma viene assorbita, sintetizzata nell'economicità lineare e bidimensionale di un segno che l'artista denomina evasivamente come Elemento. Quest'ultimo è come la lettera di un alfabeto alieno o perduto, uno stilema rupestre, la sezione di un ideogramma, un tribale, una stilizzazione zoomorfa, una particella osservata al microscopio, un pettine sdentato, una mezzaluna, lo scarabocchio di un bambino o molto più semplicemente solo un segno, senza nessuna specifica valenza simbolica, un singolo segno scelto tra milioni di altri, bastevole in quanto tale, metonimico, risolto in sé stesso. [...] Con i suoi Elementi (similari ma mai uguali) Capogrossi delinea una spazialità allusiva e suggerisce percorsi, direzioni, prospettive e scorciatoie." 

L'attività è finalizzata allo sviluppo della sensibilità estetica e creativa consentendo ai bambini di acquisire una maggiore flessibilità di pensiero, avvicinandoli al linguaggio dei maestri contemporanei. Dopo il coinvolgimento emotivo dei bambini attraverso la storia dell'artista mediante un racconto ideato dal Team Art4Life, i bambini saranno invitati a sperimentare con gli elementi di Capogrossi, ovvero realizzando dei simpatici timbri che imitano i segni distintivi del linguaggio simbolico dell'artista.

Un esempio di superficie realizzata da un bambino della scuola primaria, dopo aver creato manualmente i timbri


I bambini vengono aiutati a creare gli elementi sotto forma di timbri per provare poi a realizzare molte composizioni colorate divertendosi ad unirle, affiancarle e a sovrapporle nello spazio bianco del foglio. Le possibilità di combinazione sono davvero infinite ed è interessante osservare il processo di apprendimento che segue le diverse fasi:

1. Osservazione, da parte del bambino, del processo di astrazione compiuto da Capogrossi (dalla rappresentazione figurativa all'invenzione di un segno combinato e lineare)
2. Analisi delle superfici create dall'artista
3. Selezione di un elemento e creazione del timbro
4. Selezione di un oggetto qualsiasi presente all'interno della classe e compimento di un processo di sintesi di natura grafico-visiva
5. Realizzazione delle composizioni con l'inchiostratura dei timbri

Il processo di sintesi

Una delle parti più interessanti previste per lo svolgimento del laboratorio, è la fase in cui si richiede ai bambini di osservare e scegliere un qualsiasi oggetto presente all'interno della classe: un vaso, una penna, una forbice, una graffetta, qualsiasi forma che alluda ad un nuovo segno di stampo capogrossiano.

Il processo di sintesi raggiunto da Riccardo, dalla forbice all'elemento


A cura di Maria Elena Marchetti
Curatrice e Docente di Arte

Fonte per la nota critica:
Amedit n. 13 – Dicembre 2012
Giuseppe Capogrossi. Una retrospettiva al Guggenheim di Venezia

LE LETTERE MAGICHE DI ZIO ALIGHIERO


«Ci sono cinque sensi e il sesto è il pensiero ovvero la cosa più straordinaria che l’uomo possieda, e che non ha niente a che vedere con la natura. Per cui se io devo dire quali sono state le grandi emozioni della mia vita, confesso che non sono state di ordine naturale. Una farfalla, un tramonto possono essere cose bellissime, però le grandi emozioni, secondo me, si provano ascoltando Mozart, leggendo una poesia, perché c’è un pensiero fatto di mille coincidenze, sincronismi, ricordi quasi biologici, forse di tempi antichissimi in cui eravamo un’altra cosa e forse non eravamo neanche sulla terra. Insomma, di quando eravamo forse più vicini agli dei.»

 Alighiero Boetti 

Alcuni esempi realizzati dai bambini della scuola primaria con l'ausilio di lettere e carta patinata per il collage.
A sinistra: Solo frasi a misura e a destra Cerca e trova le parole giuste

Tra i più eccentrici degli artisti appartenenti al movimento dell'Arte Povera (dalla quale si staccò precocemente), Alighiero Boetti si profila come uno dei maestri più interessanti da affrontare per la didattica dell'arte contemporanea. Partendo dagli arazzi dell’artista, il laboratorio Le lettere magiche di zio Alighiero si pone, tra gli obiettivi, lo stimolo nel bambino delle capacità immaginative, lessicali e di maggiore sensibilità al colore, consentendogli di avvicinarsi all’arte contemporanea con un approccio ludico e di tipo creativo. Il laboratorio è stato introdotto con un racconto sulla vita e le opere dell’artista ideato dal team di ART4LIFE affinché la storia e l'opera dell'artista risulti ai bambini di facile comprensione e sia piacevole all’ascolto attraverso la mediazione di un tono favolistico. I bambini, dopo aver esaminato gli arazzi di Boetti, sono stati invitati a ricreare con carta collage e timbri dell’alfabeto i propri coloratissimi tappeti magici, con il fine di contenere parole e frasi a loro care e la possibilità di combinare le idee facendo attenzione a riempire tutto il quadrato.

Un paesaggio immaginario realizzato da Federico con i timbri delle lettere H, Y, V e D

Con gli stessi timbri a lettera, come ci ha mostrato Bruno Munari nel libro Disegnare un albero (gli alberi possono essere disegnati da tante Y, che diventano sempre più piccole, man mano che l’albero cresce in altezza), i bambini si possono divertire assemblando una o più lettere, uguali o diverse, ricreando soggetti reali e fantastici, concretizzando scenari possibili in quanto già precedentemente pensati. Ad esempio, due lettere B che si danno la schiena l’un l’altra possono far volare sul foglio una magnifica farfalla.

Un volto realizzato da Sabrina, con le lettere L e A. I bambini esplorando questo metodo, imparano a prendere confidenza con quello che viene comunemente definito come il pensiero combinatorio, ovvero la facoltà di mettere in relazione gli elementi cambiandone anche il punto di osservazione e di analisi

Dalla raffinata ironia concettuale, l'opera degli arazzi di Alighiero Boetti iniziò con i primi viaggi in Oriente, Guatemala e Afghanistan. A Kabul nacque il suo primo ricamo su tessuto con l'opera 16 dicembre 2040 – 11 luglio 2023: su due piccoli quadrati di stoffa decorati a mano con motivi floreali, Boetti scrisse nel 1971 le date del centenario della sua nascita e della sua morte dando così l'avvio ad una complessa pratica zen del ricamo di matrice concettuale, affidato alla produzione delle sapienti mani delle donne afghane. «In Afghanistan scoprii che il ricamo era un mezzo espressivo molto efficace ed incisivo. Usando i fili da ricamo come colori o pastelli ho impiegato una tecnica non pittorica per esprimere un’idea pittorica.»


A cura di Maria Elena Marchetti
Curatrice e Docente di Arte

PAESAGGI IMMAGINARI


Oggi pomeriggio, presso l'immenso parco alberato della Scuola Il Cucciolo, abbiamo esplorato con tanto entusiasmo una speciale tecnica di stampa, la collografiaCome suggerisce già il nome, questa tecnica consiste nel creare una matrice che racchiuda in sé differenti materiali che abbiano in comune lo stesso grado di spessore. Ideali sono gli scampoli di cartone, i fogli di pluriball, tessuti di vario genere, reti lavorate, carte in genere, pezzetti di iuta o superfici varie in grado di rilasciare delle texture sulla carta una volta inchiostrate. 

Gli strumenti per la collografia
Ai bambini è stato chiesto di pensare ai luoghi che hanno visitato in vacanza oppure scenari che hanno immaginato partendo da una narrazione, da una fiaba oppure da un racconto ascoltato dai nonni. Ci siamo tutti insieme interrogati sulla tipologia dei materiali che potevano esplorare, toccare e ritagliare con le forbici. Quale effetto grafico otteniamo dai tessuti dei jeans e quali da quelli sintetici? Che risultato ci apparirà dagli scampoli di cartone e dalle carte normalmente utilizzate per l'imballaggio? Tutti questi materiali sono stati raccolti dentro una capiente scatola e in pochi attimi tutti i bambini si sono radunati per selezionare ognuno le texture che avrebbero composto il loro paesaggio immaginario, facendo già un processo di astrazione mentale per ipotizzare l'effetto grafico che avrebbero ottenuto con il magico procedimento della stampa. Una volta decisa la composizione, ai bambini sono stati spiegati gli strumenti che compongono la tecnica della collografia: l'inchiostro, il baren da stampa e il rullo. Il baren è uno strumento piatto, una sorta di bobina, utilizzato per la stampa a mano e ideato dagli antichi stampatori del Giappone per la tecnica della xilografia. Ancora oggi questo strumento non differisce da come veniva realizzato in antichità; esso è infatti costituito da pezzetti di carta e strisce di bambù compresse che ben si adattano per la fase esecutiva della stampa attraverso i movimenti circolari della mano.

Quante possibilità esistono per pensare un paesaggio?

Il paesaggio realizzato da Ettore, con scampoli dal tessuto dei jeans e cartoni da imballaggio

Il paesaggio di Agnese, con le casette, il sole e l'albero

Alcuni momenti di esplorazione, da parte dei bambini, con la tecnica della collografia

MELODIE DI STRAPPI


Oggi, con la straordinaria Sabrina di otto anni, abbiamo creato moltissimi scenari disegnando con la carta! Sperimentando con il laboratorio Melodie di strappi, ci siamo divertite a strappare liberamente porzioni di carta collage e, successivamente, dopo un’intensa osservazione (neppure troppo lunga!), è iniziato il momento della creazione: abbiamo dato origine, attraverso gli strappi, a tutto ciò che la fantasia ci ha suggerito. Punto di partenza per l’attività è stato il suggestivo e immaginifico libro di Silvia Borando “Chi c’è tra i ritagli?” edito da Minibombo. Il libro invita a porre attenzione ai ritagli mostrati, poiché spesso tutto non è come sembra e gli stessi ritagli potrebbero trasformarsi in qualcosa di inatteso. Infatti, voltando pagina, essi prendono la forma di animaletti creati con rettangoli di varie forme, dimensioni e colori. Per i bambini, è molto importante tenere accesa la creatività, l’immaginazione, abituandoli a vedere oltre le apparenze, facendoli giocare e sperimentare con la fantasia. Quando i nostri strappi hanno preso forma, Sabrina era davvero stupita ed entusiasta di ciò che aveva osservato e creato! Al termine del laboratorio, abbiamo scelto due delle composizioni che ci erano piaciute di più. Con esse abbiamo creato una breve narrazione, partendo dai titoli dati alle singole composizioni.




La Signorina Elena Gusaglino era davvero esausta quando tornò a casa dopo il lavoro! Decise, così, di rilassarsi andando ad osservare il tanto amato tramonto nella foresta.

Durante il laboratorio è importante lasciar muovere il bambino con libertà all’interno delle indicazioni date e con i materiali messi a disposizione. Fondamentale risulta anche rispettare i tempi di cui essi necessitano, senza mettere fretta o imporre scadenze, affinché si crei un clima disteso e sereno, indispensabile per la creatività.

"Boschetto di funghi e pesco in fiore" - Opera di Sabrina, 8 anni


Il Team di ART4LIFE opera nel quotidiano affinché le scuole, le librerie per ragazzi, le gallerie d'arte e tutti i luoghi di formazione culturale offrino attività ed esperienze in grado di alimentare l'immaginazione nei bambini affinché diventino adulti in grado di pensare creativamente e di determinare la propria esistenza. Ma, come già denunciava Gianni Rodari, ancora oggi l'immaginazione nelle scuole è ancora trattata da parente povera, a tutto vantaggio dell'attenzione e della memoria.

A cura di Maria Elena Marchetti
Curatrice e Docente di Arte


COM'E' FATTO UN ALBERO?

Oggi presso la Scuola Il Cucciolo, con i bambini del nido, abbiamo colorato moltissimi alberi con pastelli a cera e stampini creati in precedenza per un workshop realizzato nella medesima scuola. Punto di partenza per l'attività è stata la favolosa lettura dell'albo illustrato "Quanti alberi ci vogliono?" edito da  Clichy. La storia è accompagnata dai disegni di Stephane Barroux, uno dei più importanti illustratori della scena internazionale. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo e ha ricevuto riconoscimenti dalle più prestigiose istituzioni per l’infanzia. Protagonisti della storia sono un cervo, un orso, una volpe, un coniglio, un topo e una formica. Ognuno ha un’idea diversa, molto diversa, sulla quantità di alberi necessari per formare una foresta. Dipende tutto dalle dimensioni, dalla visione, da quanta parte di mondo si percepisce intorno a sé. Un albo meravigliosamente illustrato, come tutti quelli di Barroux, capace di dare ai bambini il senso della relatività delle cose, di come tutto cambi a seconda dei punti di vista e di come quindi sia meglio non avere preconcetti e pregiudizi.

Dopo l'introduzione della favola, i bambini del nido sono stati suddivisi in piccoli gruppi per partecipare alla parte pratica del laboratorio. Ognuno di loro aveva a disposizione un albero da colorare chiedendogli di osservarne le componenti: la chioma, le foglie, i rami, il tronco e le radici.

Ecco alcuni degli alberi colorati dai bambini. Il secondo appartiene a Sara, che con scrupolosa attenzione ha colorato e riempito di foglie la chioma dell'albero servendosi di uno dei tanti timbri messi a disposizione

Per i bambini è molto importante capire che dalle azioni manuali e il segno prodotto sulla carta vi sia un collegamento tra movimento e intenzionalità. Osservare il risultato dei propri gesti è una delle prime esperienze che il bambino compie grazie alla pratica artistica. Anche oggi è stato evidente il piacere e la felicità ricavata da Timothy quando ha scoperto sul foglio la magia dei timbri. L'attività pittorica permette ai bambini di fare nuove esperienze e di scoprire le diverse percezioni legati al fare.

Gli alberi di Margherita, Timothy e Ruggero

Durante l'attività i bambini erano liberi di esplorare la superficie di cartoncino con i colori a loro disposizione. Di che colore sono le foglie dell'albero? E' autunno e anche i più piccoli si sono accorti che le foglie hanno mutato di colore e allora via con il rosso, il giallo, il verde, il marrone e perché no anche con l'azzurro! Affinché l'attività dia buoni esiti è necessario creare un clima sereno e di fecondo apprendimento dove l'insegnante si limiti ad assistere come nei panni di un regista che osserva, analizza e opera in modo tale da lasciare i bambini liberi di sperimentare con gli strumenti.




LA FORESTA DI HENRI ROUSSEAU

Opera di H. Rousseau, Il sogno (1910) conservato al Museum of Modern Art di New York

Ieri è stato un pomeriggio entusiasmante presso il TLC Teatro Laboratorio Creativo a Pianezza, uno spazio dedicato alla creazione e al linguaggio teatrale gestito dalla direttrice Silvia Mercuriati. Il laboratorio si è sviluppato all'interno della storia di un noto pittore francese che per gran parte della sua vita ha disegnato foreste, piante tropicali, animali esotici e boschi pullulanti di creature misteriose senza mai muoversi dalla città’ in cui viveva, Parigi. Il pittore in questione si chiamava Henri Rousseau e in vita sua non aveva mai viaggiato per far visita ad una vera jungla così come accadde allo scrittore Emilio Salgari vissuto a Torino che non ebbe mai la fortuna di visitare i luoghi in cui ambientava le sue storie come Il corsaro nero, Sandokan, I pirati della Malesia e tanti altri romanzi.

Lo spazio TLC è un luogo molto accogliente situato all'interno degli eleganti portici di Via Mazzini 4 a Pianezza. All'interno dello spazio i bambini vivono esperienze teatrali di improvvisazione, di creatività e di esplorazione nel campo delle arti visive.

I bambini sono stati introdotti alla vita del pittore attraverso la narrazione e la proiezione delle più celebri opere di Rousseau, come Il sogno, Tigre nella giungla in tempesta, Autoritratto e altre ancora. Il momento più interessante per i bambini è stato poter assistere al procedimento della stampa calcografica scegliendo i colori e il tipo di disegno da preparare sulla matrice. Il secondo intervento ha riguardato la creazione di un animale esotico con l'ausilio del collage e delle matite colorate.

©ART4LIFE | Che meraviglia questo tucano che spunta dalla foresta!
© ART4LIFE | Ecco l'opera realizzata da Margherita. La calcografia è una vera magia per i bambini! 
©ART4LIFE | Un tenebroso tigrotto spunta dalla foresta!
©ART4LIFE | L'opera realizzata da Rebecca con una piccola pantera!


IL MIO PICCOLO ERBARIO

©ART4LIFE 

Il team di ART4LIFE lavora ogni giorno per avvicinare i bambini all'ambiente con progetti sit specific e promuovere un'etica responsabile sul rispetto e la conoscenza della natura. Uno di questi laboratori prevede la realizzazione di un piccolo erbario, un book che i bambini dovranno comporre con la produzione di stampe mediante la tecnica del monotipo (dal greco monos, "uno" e "typos", impressione). I bambini hanno dimostrato da subito grande entusiasmo per questa tecnica che non conoscevano, procedendo con più colori e provando a sperimentare anche con le possibilità grafiche ed espressive date dal segno.

©ART4LIFE | I bambini hanno prodotto moltissime stampe sperimentando con tutti i colori che avevano a disposizione

Ai bambini è stato chiesto di guardarsi intorno e di osservare la diversità presente tra i tanti elementi vegetali che abitano nel parco della Scuola Il Cucciolo. Ognuno ha poi selezionato e raccolto le specie più interessanti secondo una loro precisa autonomia di scelta. Dopo aver disposto le specie botaniche sul tavolo all'interno del parco, hanno cominciato ad esaminarle una ad una con lo scopo di riprodurle mediante la tecnica di stampa per comporre così il proprio erbario.  

©ART4LIFE | Il mio piccolo erbario è un laboratorio che sensibilizza il bambino all'osservazione e allo studio di ciò che lo circonda. Attraverso l'esperienza artistica è così possibile studiarne gli aspetti morfologici divertendosi

©ART4LIFE | Ecco il risultato delle prime stampe!
©ART4LIFE | Quanta meraviglia dai disegni dei bambini! Ecco alcune stampe tratte dagli erbari dei bambini

Altri bambini si sono dedicati poi alla tecnica del frottage poggiando fogli di carta sopra le cortecce degli alberi, muretti e e altre superfici presenti nel parco. Frottage è una parola francese che deriva da frotter, strofinare, che fu riscoperta dal pittore tedesco Marx Ernst di matrice surrealista. Un'attività come questa attira particolarmente il bambino per quel suo sapore di magia racchiuso in essa. Il veder nascere da una matrice un numero illimitato di immagini ha sempre qualcosa di miracoloso per chi non ha dimestichezza con i processi della grafica.

Ai fini dello sviluppo della creatività è di fondamentale importanza far sperimentare i bambini con materiali nuovi per scoprirne le infinite possibilità espressive offerte dall'esperienza artistica. 


©ART4LIFE | A sinistra stampe realizzate con il verde, a destra con il rosso vermiglione

©ART4LIFE | Anche un piccolo gattino è venuto a farci visita durante la realizzazione dell'erbario

MISTER FISH

Il libro sul mondo dei pesci!
Mister Fish è un divertente laboratorio dedicato al meraviglioso mondo acquatico dei pesci. Spunto per la progettualità dell'esperienza didattica è stato il magnifico libro di Lucia Scuderi, I Pesci - Ti presento la mia famiglia pubblicato da Editoriale Scienza. Un libro che accompagna i più piccoli verso l'esplorazione dei mari e dei suoi abitanti. Bellissime immagini realizzate con la tecnica dell'acquerello, avvicinano i bambini alla conoscenza delle specie più diffuse nei nostri mari come le sogliole, gli squali, il pesce palla, i cavallucci marini, la rana pescatrice, il pesce luna e tante altre spettacolari creature marine. Attraverso una breve storia ai bambini viene narrato come fanno i pesci a respirare sott'acqua e a procurarsi l'ossigeno, che cos'è la vescica natatoria e tante altre curiosità sul mondo sottomarino. L'attività prosegue con il momento pratico del colore: ogni bambino ha infatti a disposizione un grande pesce da colorare con l'ausilio di morbidi pastelli a cera. Al termine della colorazione sceglieranno con quale forma e colore dotare di coda ogni singolo pesce.

©ART4LIFE | Piccole mani esplorano la forma di un pesciolino
© ART4LIFE | I bambini esplorano lo strumento del pastello sia con la punta sia usandolo in modo orizzontale al foglio

©ART4LIFE | Un piccolo pesce pronto per inabissarsi nelle acque blu del mare!

GLI UCCELLINI DEL PARADISO

©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Pietro
Questo laboratorio è dedicato ad una variopinta specie di uccelli della Nuova Guinea caratterizzati da una spettacolare colorazione del piumaggio, tanto da essere riconosciuta come uccello del paradiso. I bambini della scuola L'Isola dei  Castori, aveano a disposizione diversi cartoni già pretagliati da colorare con l'ausilio della tempera. Alcuni hanno scelto colori più freddi come il blu o più luminosi come il bianco e il rosa, altri hanno adoperato colori vividi e accesi come il rosso, il giallo e l'arancio. A fianco vediamo ad esempio l'uccellino colorato da Pietro. Nonostante avesse a disposizione più tipi di colore ha scelto fin da subito il rosso come colore principale per colorare tutte le parti del volatile. Dopo la colorazione, ai bambini è stato chiesto di scegliere da una scatola con quale forma e colore adornare la coda del proprio uccellino tramite cartoncini ondulati. Veder prendere forma tutte insieme le creazioni dei piccoli è stato entusiasmante! Ognuno ha scelto in totale libertà quali colori utilizzare e come distribuire il colore, se ad ampie pennellate o a piccoli e parsimoniosi tocchi. Sotto trovate alcuni dei lavori finali.

©ART4LIFE | Alcune fasi dimostrative testimoniano il gioioso momento della pittura
©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Bianca
©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Rebecca
©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Luca

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