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9 novembre 2018

LE FORCHETTE BOCC'ASCIUTTA DI NONNO GIUSEPPE


Superficie 512 di Giuseppe Capogrossi (1963) - La Galleria Nazionale (Roma)

La mia ambizione  è di aiutare gli uomini a vedere ciò che i loro occhi non percepiscono: 
la prospettiva dello spazio in cui nascono i loro pensieri e le loro azioni.

Giuseppe Capogrossi


Il laboratorio Le forchette bocc’asciutta di nonno Giuseppe avvicina i bambini alla vita e alle opere dell’artista Giuseppe Capogrossi, esponente della Scuola Romana, una figura di notevole rilievo nel panorama dell'informale italiano insieme a Lucio Fontana e Alberto Burri. 

Dopo aver mostrato le opere più importanti della ricerca figurativa dell'artista antecedente agli anni '50, il laboratorio si concentra sulla svolta del linguaggio pittorico verso la  pura sintesi dell’astrazione. Come sottolineò lo storico dell'arte Massimiliano Sardina, in un articolo per la retrospettiva al Guggenheim di Venezia (2012),  "la figura in Capogrossi non scompare ma viene assorbita, sintetizzata nell'economicità lineare e bidimensionale di un segno che l'artista denomina evasivamente come Elemento. Quest'ultimo è come la lettera di un alfabeto alieno o perduto, uno stilema rupestre, la sezione di un ideogramma, un tribale, una stilizzazione zoomorfa, una particella osservata al microscopio, un pettine sdentato, una mezzaluna, lo scarabocchio di un bambino o molto più semplicemente solo un segno, senza nessuna specifica valenza simbolica, un singolo segno scelto tra milioni di altri, bastevole in quanto tale, metonimico, risolto in sé stesso. [...] Con i suoi Elementi (similari ma mai uguali) Capogrossi delinea una spazialità allusiva e suggerisce percorsi, direzioni, prospettive e scorciatoie." 

L'attività è finalizzata allo sviluppo della sensibilità estetica e creativa consentendo ai bambini di acquisire una maggiore flessibilità di pensiero, avvicinandoli al linguaggio dei maestri contemporanei. Dopo il coinvolgimento emotivo dei bambini attraverso la storia dell'artista mediante un racconto ideato dal Team Art4Life, i bambini saranno invitati a sperimentare con gli elementi di Capogrossi, ovvero realizzando dei simpatici timbri che imitano i segni distintivi del linguaggio simbolico dell'artista.

Un esempio di superficie realizzata da un bambino della scuola primaria, dopo aver creato manualmente i timbri


I bambini vengono aiutati a creare gli elementi sotto forma di timbri per provare poi a realizzare molte composizioni colorate divertendosi ad unirle, affiancarle e a sovrapporle nello spazio bianco del foglio. Le possibilità di combinazione sono davvero infinite ed è interessante osservare il processo di apprendimento che segue le diverse fasi:

1. Osservazione, da parte del bambino, del processo di astrazione compiuto da Capogrossi (dalla rappresentazione figurativa all'invenzione di un segno combinato e lineare)
2. Analisi delle superfici create dall'artista
3. Selezione di un elemento e creazione del timbro
4. Selezione di un oggetto qualsiasi presente all'interno della classe e compimento di un processo di sintesi di natura grafico-visiva
5. Realizzazione delle composizioni con l'inchiostratura dei timbri

Il processo di sintesi

Una delle parti più interessanti previste per lo svolgimento del laboratorio, è la fase in cui si richiede ai bambini di osservare e scegliere un qualsiasi oggetto presente all'interno della classe: un vaso, una penna, una forbice, una graffetta, qualsiasi forma che alluda ad un nuovo segno di stampo capogrossiano.

Il processo di sintesi raggiunto da Riccardo, dalla forbice all'elemento


A cura di Maria Elena Marchetti
Curatrice e Docente di Arte

Fonte per la nota critica:
Amedit n. 13 – Dicembre 2012
Giuseppe Capogrossi. Una retrospettiva al Guggenheim di Venezia

16 ottobre 2018

COM'E' FATTO UN ALBERO?

Oggi presso la Scuola Il Cucciolo, con i bambini del nido, abbiamo colorato moltissimi alberi con pastelli a cera e stampini creati in precedenza per un workshop realizzato nella medesima scuola. Punto di partenza per l'attività è stata la favolosa lettura dell'albo illustrato "Quanti alberi ci vogliono?" edito da  Clichy. La storia è accompagnata dai disegni di Stephane Barroux, uno dei più importanti illustratori della scena internazionale. Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo e ha ricevuto riconoscimenti dalle più prestigiose istituzioni per l’infanzia. Protagonisti della storia sono un cervo, un orso, una volpe, un coniglio, un topo e una formica. Ognuno ha un’idea diversa, molto diversa, sulla quantità di alberi necessari per formare una foresta. Dipende tutto dalle dimensioni, dalla visione, da quanta parte di mondo si percepisce intorno a sé. Un albo meravigliosamente illustrato, come tutti quelli di Barroux, capace di dare ai bambini il senso della relatività delle cose, di come tutto cambi a seconda dei punti di vista e di come quindi sia meglio non avere preconcetti e pregiudizi.

Dopo l'introduzione della favola, i bambini del nido sono stati suddivisi in piccoli gruppi per partecipare alla parte pratica del laboratorio. Ognuno di loro aveva a disposizione un albero da colorare chiedendogli di osservarne le componenti: la chioma, le foglie, i rami, il tronco e le radici.

Ecco alcuni degli alberi colorati dai bambini. Il secondo appartiene a Sara, che con scrupolosa attenzione ha colorato e riempito di foglie la chioma dell'albero servendosi di uno dei tanti timbri messi a disposizione

Per i bambini è molto importante capire che dalle azioni manuali e il segno prodotto sulla carta vi sia un collegamento tra movimento e intenzionalità. Osservare il risultato dei propri gesti è una delle prime esperienze che il bambino compie grazie alla pratica artistica. Anche oggi è stato evidente il piacere e la felicità ricavata da Timothy quando ha scoperto sul foglio la magia dei timbri. L'attività pittorica permette ai bambini di fare nuove esperienze e di scoprire le diverse percezioni legati al fare.

Gli alberi di Margherita, Timothy e Ruggero

Durante l'attività i bambini erano liberi di esplorare la superficie di cartoncino con i colori a loro disposizione. Di che colore sono le foglie dell'albero? E' autunno e anche i più piccoli si sono accorti che le foglie hanno mutato di colore e allora via con il rosso, il giallo, il verde, il marrone e perché no anche con l'azzurro! Affinché l'attività dia buoni esiti è necessario creare un clima sereno e di fecondo apprendimento dove l'insegnante si limiti ad assistere come nei panni di un regista che osserva, analizza e opera in modo tale da lasciare i bambini liberi di sperimentare con gli strumenti.




15 maggio 2018

GLI UCCELLINI DEL PARADISO

©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Pietro
Questo laboratorio è dedicato ad una variopinta specie di uccelli della Nuova Guinea caratterizzati da una spettacolare colorazione del piumaggio, tanto da essere riconosciuta come uccello del paradiso. I bambini della scuola L'Isola dei  Castori, aveano a disposizione diversi cartoni già pretagliati da colorare con l'ausilio della tempera. Alcuni hanno scelto colori più freddi come il blu o più luminosi come il bianco e il rosa, altri hanno adoperato colori vividi e accesi come il rosso, il giallo e l'arancio. A fianco vediamo ad esempio l'uccellino colorato da Pietro. Nonostante avesse a disposizione più tipi di colore ha scelto fin da subito il rosso come colore principale per colorare tutte le parti del volatile. Dopo la colorazione, ai bambini è stato chiesto di scegliere da una scatola con quale forma e colore adornare la coda del proprio uccellino tramite cartoncini ondulati. Veder prendere forma tutte insieme le creazioni dei piccoli è stato entusiasmante! Ognuno ha scelto in totale libertà quali colori utilizzare e come distribuire il colore, se ad ampie pennellate o a piccoli e parsimoniosi tocchi. Sotto trovate alcuni dei lavori finali.

©ART4LIFE | Alcune fasi dimostrative testimoniano il gioioso momento della pittura
©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Bianca
©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Rebecca
©ART4LIFE | L'uccellino dipinto da Luca

4 maggio 2018

ARS COMBINATORIA - Laboratorio sulla creatività

©ART4LIFE | Un'opera realizzata da Giulia, di 8 anni
Ars Combinatoria è un laboratorio progettato per la scuola materna e primaria, nato per incentivare nel bambino lo sviluppo del pensiero creativo. Come scrisse Umberto Eco in un saggio del 2004, la creatività è ars combinatoria, ovvero è la capacità di saper combinare in maniera inedita degli elementi già esistenti. La creatività è un processo mentale che attinge dall'esperienza e che si elabora anche quando sussiste un problema da risolvere o un ostacolo da superare. È inoltre uno stile di pensiero che può essere applicato in tutti i campi della conoscenza umana, è un'abitudine mentale, un atteggiamento e un modo per osservare e combinare gli elementi che abbiamo a disposizione. La creatività è una funzione propria dell'emisfero destro del cervello legato all'intuizione, al linguaggio non verbale, alle arti, alla visione globale e d'insieme delle cose. Nonostante sia  ormai stato appurato che il pensiero intuitivo e creativo siano fondamentali per l'accrescimento delle facoltà intellettive del bambino, il sistema scolastico attuale privilegia in assoluto le abilità proprie dell'emisfero sinistro legate al linguaggio, al pensiero razionale, al calcolo, al pensiero analitico, logico e di tipo lineare. Le materie che vengono infatti insegnate appartengono alla sfera verbale e numerica. Materie indispensabili come corsi per lo sviluppo della creatività, dell'immaginazione applicata, di intuizione o inventiva sono letteralmente eclissate dalla scelta educativa di privilegiare il pensiero razionale. Eppure già Cartesio ci ricordava che "la ragione non è niente senza l'immaginazione" così come asseriva il grande scienziato Albert Einstein il quale era fermamente convinto che l'immaginazione fosse assai più importante della conoscenza fine a se stessa e di quanto fosse importante coltivarla e allenarla nel quotidiano. 
©ART4LIFE | Questa è un opera realizzata da Lan, una timida bambina di 7 anni. Solitamente affronta il disegno con difficoltà rinunciando sovente alla lettura dell'immagine. Eppure quando si tratta di immaginare o combinare nuovi scenari la piccola Lan trova la chiave giusta per esprimere il suo mondo interiore pescando dal suo vissuto personale. Da notare anche l'ordine e l'estrema pulizia (a soli 7 anni) con la quale annota la descrizione dell'opera


ART4LIFE studia costantemente nuovi metodi e nuovi iter progettuali per offrire una didattica che incentivi lo sviluppo delle funzioni proprie dell'emisfero destro del cervello. Alcuni laboratori già recensiti come Fantazoo, utilizzano la chiave del gioco e delle emozioni per abituare il bambino a credere nella potenza vivifica dell'immaginazione. Secondo lo psicologo sovietico Vygotskij, i processi cognitivi dei bambini migliorano interagendo con adulti esperti, cooperando coi compagni e interiorizzando progressivamente gli stimoli di ordine culturale offerti dall'ambiente.

Ars combinatoria è un laboratorio che aiuta il bambino a combinare tra loro elementi che ha già a disposizione per trovare nuove soluzioni visive. Durante l'attività ho chiesto a tutti i bambini di realizzare un acquerello astratto inserendo i colori che più sentivano vicini e scegliendo anche come distribuirli in totale libertà. Una volta asciugati ho mostrato loro le opere appena realizzate e che, con un gioco, potevano creare moltissime forme, trovare invenzioni narrative, soggetti astratti con cui legare un pensiero. Da ogni acquerello ho ritagliato forme casuali: i bambini dovevano provare a osservare i ritagli e a individuare nuove soluzioni che li riconducessero al bagaglio acquisito delle loro esperienze. E' stato incredibile osservare l'onda di entusiasmo con la quale i bambini trovavano, con il lampo intuitivo, nuove forme, storie, idee e personaggi.

©ART4LIFE | Un'altra opera realizzata da Lan, di 7 anni. Quanta meraviglia, non credete?

Vygotskij ha scritto che l'attività creativa è quella che rende l'uomo un essere rivolto al futuro, capace di dare forma a quest'ultimo e di mutare il presente. La creatività è la capacità di trasformare il mondo attraverso l'azione intrecciata di sensorialità e logica, ragione e immaginazione, è la capacità di avere un comportamento contrassegnato da plasticità adattiva. Per questo è opportuno proporre attività che incoraggino gli allievi a indagare la propria creatività cognitiva, ad alimentarla con coraggio per imparare a ragionare in modo versatile, a scombinare la monotonia del sempre-uguale.

"Per me educazione significa formare dei creatori, anche se non ce ne sono molti. Bisogna formare degli inventori, degli innovatori, non dei conformisti."
Jean Piaget

26 aprile 2018

I GIRASOLI DI VAN GOGH

Domenica scorsa è stato un bel pomeriggio da InnerKids con i bambini che hanno partecipato al laboratorio I girasoli di Van Gogh dedicato alla pittura del grande maestro olandese. Un libro illustrato, che narrava le vicende del piccolo Vincent, ha rapito i bambini fin da subito coinvolgendoli anche in un gioco di scoperta sulla vita e gli aneddoti dell'eccentrico pittore. Per guadagnarmi la loro attenzione ho mostrato loro una scatolina con dei messaggi che Van Gogh ha lasciato per noi affinché lo conoscessimo meglio. I bambini hanno così appreso che l'artista non era stato molto fortunato: in tutta la sua vita riuscì infatti a vendere soltanto un dipinto, uno solo, La vigna rossa del 1888 ora conservato al Museo Puskin di Mosca. Nonostante lo scarso riscontro della sua pittura nel mercato dell'arte, Van Gogh continuò a credere fortemente nella sua espressività artistica accentuandone i colori e la disposizione della materia sulla tela con tratti vigorosi e curvilinei. I bambini attraverso il gioco della scoperta, hanno anche appreso che il pittore non si limitava a dipingere soltanto di giorno ma anche durante le ore notturne: fu così che nacque il dipinto La notte stellata e per farsi luce Vincent era solito anteporre delle candele lungo la circonferenza del cappello. Mostrando ai bambini i dipinti più celebri, è apparso subito chiaro che i soggetti prediletti erano la natura con i suoi paesaggi provenzali, campi sterminati di grano e di fiori, i contadini dei villaggi, vedute di cipressi e piccoli sentieri, un numero sconfinato di autoritratti e un'ampia serie di girasoli. La natura per Van Gogh era così importante nella sua pittura da confessarlo anche a fratello Theo, suo intimo confidente. Un giorno scrisse in una lettera a lui indirizzata:

“Vedo la natura che mi ha detto qualcosa. Mi ha rivolto la parola.”

La raccolta epistolare di Van Gogh si è rivelata una testimonianza imprescindibile dall'opera pittorica. E' nelle lettere che emerge chiaramente e a gran voce il volere dell'artista, il suo pensiero, la sua acuta sensibilità nel rapportarsi con il mondo e l'ambiente che lo circonda. 

©ART4LIFE | Ecco i girasoli disegnati da Filippo, un bambino di 8 anni che dimostra già di possedere un'elevata lettura per l'immagine. Durante la fase del disegno ha mostrato una particolare attenzione verso gli elementi grafici del dipinto che aveva pescato nel precedente gioco con il dado di spugna. A destra vediamo invece come ha colorato con i pastelli a olio

Tira fuori un Van Gogh è stato il gioco successivo che ha visto i bambini aderire con molto entusiasmo! Ogni versione dei dipinti dell'artista con il tema dei girasoli era infatti indicato con un numero. Attraverso il lancio del dado i bambini pescavano un quadro da osservare con attenzione e da riprodurre con o senza variazioni aggiuntive. 

©ART4LIFE | Da sinistra vediamo alcuni degli elaborati fatti durante il laboratorio: i girasoli di Vittoria, di Paolo e di Bianca. E' interessante notare come la la fantasia di Bianca abbia prevalso sulla lettura dell'immagine aggiungendo colori, fiori e forme che la piccola ha trovato dentro la sua immaginazione!

La seconda attività pratica ha riguardato l'osservazione del dipinto La camera di Vincent ad Arles del 1888. Con i bambini abbiamo fatto l'analisi del quadro descrivendone gli elementi, i colori, la finestra semiaperta, la seggiola di paglia, i dipinti appesi.. etc. Ogni bambino ha poi realizzato la propria camera d'artista con la magica tecnica del rilievo.


©ART4LIFE | Qui vediamo la stanza disegnata da Filippo mediante la tecnica del rilievo

10 aprile 2018

TULIPANI IN FESTA

Tutti in festa con i tulipani per salutare la nuova primavera! Ogni primavera è un’esplosione di colori, di bellissimi fiori e di tante piccole meraviglie. Per l'attività i bambini hanno realizzato dei grandi tulipani colorati servendosi di pennelli, cartoncini, tempere e morbidi fogli di pluriball. Un laboratorio divertente che ha visto i bambini interagire con un libro dedicato al mondo dei fiori e alla realizzazione pratica dell'elaborato, lasciando ad ognuno la più ampia libertà espressiva. Nel momento della pittura era interessante osservare il comportamento di ognuno: i più piccoli alternavano l'azione del fare con momenti di osservazione verso gli altri e gli stimoli esterni. I bambini più grandi (dai 2 anni e mezzo fino ai 3) erano più concentrati e sensibilmente coinvolti alla realizzazione del proprio fiore. La parte finale del tulipano è stata realizzata mediante la tecnica della stampa: due fogli di pluriball (uno colorato di viola, l'altro magenta) sono stati disposti sul tavolo per far lavorare i bambini esercitando la pressione con il palmo della mano. Il cartoncino coglie così l'impronta del colore assumendo così la superficie caratteristica dei fogli di pluriball. 
©ART4LIFE | Alcune foto ritraggono le mani dei bambini intente a colorare le foglie e il gambo del tulipano

© ART4LIFE | I bambini più grandi hanno dimostrato di aver già acquisito un maggiore controllo sulle abilità manuali. Qui vediamo all'opera Nicolò B. che, in silenzio e riservando molta attenzione, ha coperto di pittura  le parti del fiore proseguendo per zone

9 aprile 2018

IL RITRATTO CUBISTA DI PICASSO

Pablo Picasso si ritrae
Sabato è stato un pomeriggio all'insegna dell'arte di Picasso con i bambini che hanno partecipato al laboratorio promosso da InnerKids, la prima galleria d'arte di Torino dedicata ai piccoli fortemente voluta da Maria Sabrina Fichera e Alessandra Lazzarato. Il laboratorio si è aperto subito con un gioco. Al centro del tavolo ho portato una scatolina che ci ha lasciato l'artista con dei messaggi da leggere per conoscere aneddoti tratti dalla sua straordinaria esistenza votata all'arte. I bambini hanno conosciuto Lump, il cagnolino bassotto a cui l'artista era molto affezionato e che ritraeva sovente nei suoi dipinti realizzando anche piatti di ceramica che donava agli amici quando venivano a trovarlo in studio. Altri aneddoti e cacce al tesoro hanno coinvolto i bambini come l'episodio in cui Picasso venne incolpato di aver rubato al Louvre il dipinto della Gioconda o quando l'artista realizzò il suo primo dipinto all'età di sette anni, Il picador. I bambini che hanno partecipato al laboratorio avevano tra i 5 e gli 8 anni e i più grandi hanno aiutato i piccoli a leggere ad alta voce i messaggi di Picasso. Il termine del gioco sulla vita dell'artista ha dato il via ad un'altra divertente attività, Tira fuori un Picasso. A turno ogni bambino ha lanciato sul tavolo un dado. Ogni facciata del dado corrispondeva ad una diversa tipologia grafica di nasi, bocche, occhi, orecchie e visi inventati da Picasso e che spesso utilizzava durante la fase del periodo cubista. Ai bambini, ad ogni sorteggio nato con il lancio del dado, veniva mostrata una grafica da provare a disegnare in totale libertà per comporre un volto. E' stato stupefacente osservare quanti tipi di volti diversi si possono creare pur offrendo ai bambini gli stessi stimoli visivi. Ognuno, con la sua personalità, ha tirato fuori un nuovo Picasso!

©ART4LIFE | In successione alcuni disegni nati dal gioco Tira fuori un Picasso. Il primo a sinistra è stato realizzato da Emma di 8 anni che ha esclamato a gran voce: "Il mio sembra un seme!". Seguono quello di Carlotta e Andrea

© ART4LIFE | Ecco altri volti realizzati dai bambini 

La terza attività ha richiesto, da parte dei bambini, l'osservazione di alcuni celebri ritratti realizzati dall'artista. Dopo averne discusso insieme riconoscendone lo stile e il periodo di appartenenza, ne hanno scelto uno a cui ispirarsi per creare una nuova opera. 

©ART4LIFE | In queste opere i bambini si sono serviti anche del collage, tecnica molto utilizzata dai cubisti. Il secondo disegno è stato realizzato da Paolo, un vivace bambino di 7 anni che ha lavorato tutto il tempo con molta dedizione. La figura che ha disegnato è una donna dagli abiti vistosi che attende l'arrivo del tram


24 febbraio 2018

LE MELE DI CÉZANNE

 ©ART4LIFE
Oggi da InnerKids un'altra splendida puntata con il laboratorio dedicato a Paul Cézanne, pittore francese che ha avuto un ruolo incisivo nella cultura pittorica del XX secolo. Dopo una breve introduzione fotografica, i bambini sono stati invitati a leggere alcune opere del maestro, tra cui paesaggi meridionali della Francia e famosissime composizioni di natura morta cercando di coglierne gli aspetti più ricorrenti come i valori cromatici e la modalità pittorica di stendere il colore. Il laboratorio si è svolto in tre momenti operativi distinti tra loro per tecnica esecutiva: nella prima parte ai bambini è stata presentata una composizione di natura morta costituita da libri, una bottiglia di legno, una scatola e una zucca. La prova consisteva nell'osservare gli oggetti cercando di coglierne con la matita la disposizione di essi all'interno dello spazio. Ogni bambino poteva cogliere uno scorcio e un punto di vista assolutamente diverso rispetto all'altro. In alcuni disegni vediamo la bottiglia per intero, in altri nascosta o appena leggibile. Anche a seconda dell'età la visione d'insieme cambia radicalmente, come dimostrano i disegni sottostanti.

 ©ART4LIFE

 ©ART4LIFE | Qui vediamo il disegno di Arianna di 4 anni. Gli elementi sono come sospesi nello spazio e non c'è alcun accenno di prospettiva come mostra il disegno sopra a sinistra di Vittorio, della scuola primaria.

In età prescolare il criterio di rappresentazione infantile non è visivo come nell'adulto ma intellettuale, ovvero il bambino disegna un'impressione mentale e mostra aspetti che non sarebbe possibile vedere nello stesso tempo ma che possono però essere pensati contemporaneamente. Nella seconda fase del laboratorio ai bambini è stata illustrata una tecnica di stampa che richiede una buona dose di concentrazione, il monotipo, realizzata servendoci di fogli trasparenti da proiezione. Questa tecnica permette di registrare i colori dell'opera presa in esame con dei pennarelli per effettuare una monostampa su una carta precedentemente inumidita. Una prova davvero divertente che ha incuriosito tutti i bambini. Dopo la monostampa un'altra prova attendeva di essere realizzata con i pastelli ad olio che restituiscono, con tutta la loro vivacità coloristica, i gioiosi colori di Cézanne.

©ART4LIFE | Due esempi di monostampe
 ©ART4LIFE | Il disegno di Eloise realizzato con i pastelli ad olio

18 febbraio 2018

NEL GIARDINO DI MONET


Ieri è stato uno splendido pomeriggio da InnerKids, la prima galleria d'arte di Torino dedicata al mondo dell'infanzia. Questa volta abbiamo affrontato la pittura del grande Monet, iniziando il laboratorio con una introduzione fiabesca del pittore con il libro Piacere di conoscerti, Monsieur Monet che svela il “dietro le quinte” dei dipinti più famosi dell'artista, compresi quelli realizzati nella sua magnifica villa a Giverny dove fece costruire il laghetto delle ninfee e un ponticello ricoperto da archetti di glicine (che tanto ricordava lo stile della stampe giapponesi, di cui era collezionista). Ad ogni bambino è stata poi consegnata una tela cartonata della Maimeri (formato 20x30 cm), delle immagini che riproducevano i paesaggi più celebri di Monet, colori primari e secondari a base di tempera, pennelli e spugne per colorare campiture più ampie. I bambini sono stati liberi di esplorare la materia del colore, effettuando più prove e creando tinture diverse attraverso la combinazione dei colori. Nonostante l'età, è emersa chiaramente la personalità di ognuno: chi interpretava la pittura di Monet con una gestualità fisica (fig.3), chi ne leggeva i particolari con incredibile minuzia (fig.2) e chi si lasciava trasportare dai giochi coloristici dati dalla sovrapposizione (fig.1). 

Dai dipinti e dai disegni dei bambini possiamo capire molte cose: il temperamento, a quale stadio sia giunta la loro maturazione intellettuale, il grado raggiunto delle capacità motorie e il loro attuale stato d'animo. Un viaggio sorprendente, quello nell'arte infantile, che ci procura sempre nuove emozioni!

©ART4LIFE | Dopo aver posato la pittura con il pennello, il bambino-autore di questo dipinto, si è servito di una spugna per armonizzare tra di loro i colori, aggiungendo poi qualche piccolo fiore rosso e blu

©ART4LIFE | Ecco il dipinto di Agata che ha voluto dipingere con molta attenzione fino alla fine, servendosi di più strumenti per realizzare lo sfondo e di pennellini dalla punta fine per  fare i dettagli della vegetazione
©ART4LIFE | Qui vediamo invece un dipinto realizzato con una maggiore istintualità fisica del colore


10 febbraio 2018

I COLORI DELLA NATURA

©ART4LIFE
Quante volte ci capita di scartare le bucce dalle cipolle, di buttare i fiori secchi delle rose o dei girasoli se abbiamo un giardino o di scartare le parti meno nobili della barbabietola rossa? Oggi ho illustrato ad alcune famiglie della Scuola Il Cucciolo come si possono ottenere colori luminosissimi utilizzando fiori, verdure o frutti della quale normalmente ci cibiamo  nel corso delle stagioni. Attraverso la macerazione a freddo con il mortaio o la cottura (ogni pianta necessita di un particolare trattamento), possiamo ricavare tinte naturali che si avvicinano alla vividezza coloristica degli acquerelli. In tutte le piante si nascondono innumerevoli agenti coloranti come la betanina nelle rape rosse o l'antociano nel papavero. In primavera possiamo fare il blu con il ligustro o il cavolo rosso, il verde con l'ortica oppure un bel magenta dalla rapa rossa. In autunno abbiamo il giallo dalle dalie, il violetto dal sambuco e così via! In ogni stagione dell'anno la natura ci offre bellissimi colori. Alle famiglie sono stati distribuiti vari colori che ho appositamente preparato per il laboratorio offrendo due tipi di carta che consentono una distribuzione diversa del colore. Con il pastello a cera bianco si possono eseguire disegni preliminari sul foglio e utilizzare poi il colore per evidenziarne il segno come dimostrano alcuni esempi sottostanti. Inoltre possiamo divertirci a schiarire alcune zone di colore inserendo piccole gocce di limone oppure chicchi grossi di sale che, assorbendo il colore, creeranno delle texture interessanti. 

Sei curioso di conoscere tutti i segreti sulla produzione naturale dei colori?
Iscriviti al prossimo laboratorio scrivendo a info@art4life.it

©ART4LIFE| Il blu ottenuto dal cavolo rosso, il magenta dalla barbabietola rossa, il marrone dalla cipolla
© ART4LIFE | Il blu ottenuto dal mirtillo, il verde dal mirtillo + bicarbonato, il giallo dalla cipolla con sedimentazioni di fiori di malva essiccati che generano simpatiche tonalità violette e bluastre
©ART4LIFE | Il marrone dalla cipolla + bicarbonato, il giallo dalla cipolla + zafferano, il volto dalla barbabietola + cipolla 

© ART4LIFE | Tutti all'opera!


2 febbraio 2018

LE CIOTOLE DELLA FORTUNA


Questo laboratorio è stato progettato per incrementare nel bambino l'attività manipolativa che prevede la pratica del gioco mediante la manipolazione di una pasta argillosa. Manipolare e impastare sono attività che favoriscono lo sviluppo di competenze motorie, espressive e cognitive. Come ha segnalato Sergio Neri, noto pedagogista italiano, il fare attraverso la manipolazione comporta ad una crescita concreta dei dati relativi all'esperienza, dove l’utilizzo delle mani sviluppano le capacità percettive. Ad ogni bambino è stata consegnata una palla di argilla da lavorare a proprio piacimento con diversi strumenti come stecche di legno e tappini di sughero. Un momento molto prezioso per consentire ai bambini di maneggiare l'argilla in tutta libertà per conoscerne gli aspetti materici. Alcuni hanno creato delle piccole sculture utilizzando gli strumenti come elementi decorativi, mentre altri erano visibilmente più concentrati ad osservare l'effetto delle impronte provocate dalle stecche di legno. Successivamente i bambini hanno ricevuto dei dischi circolari di argilla per scegliere il centrino da cui poi ricavarne lo stampo con l'ausilio di un mattarello. Una volta eseguita la stampa i dischi sono stati inseriti in delle ciotoline per favorire, durante il processo di essiccatura, una forma concava adatta a contenere piccoli tesori. Successivamente, quando l'argilla si sarà indurita, i bambini sceglieranno con quali colori dipingerla.

In un bellissimo saggio dello storico dell'arte Henri Focillon, Elogio della mano, troviamo queste parole che a mio avviso descrivono la funzione primaria della mano che Montessori definiva, nel bambino, come l'organo esecutivo dell'intelligenza

La mano è azione: afferra, crea, a volte si direbbe che pensi. In stato di quiete, non è un utensile senz'anima, un attrezzo abbandonato sul tavolo o lasciato ricadere lungo il corpo: in essa permangono, in fase di riflessione, l'istinto e la volontà di azione e non occorre soffermarsi a lungo per intuire il gesto che si appresta a compiere.

©ART4LIFE | Qui vediamo le manine dei piccoli esplorare l'argilla in tutti i suoi aspetti materici

©ART4LIFE | Questa immagine mostra il momento in cui i bambini hanno scelto il proprio centrino


26 gennaio 2018

SEGNI SEGRETI

"Un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi."

Marcel Proust

Solitamente i bambini non usano il bianco per esprimersi: è un colore senza tinta e poco accattivante rispetto ad altre tonalità come il rosso, il blu o il giallo, caratterizzati invece da una forte energia comunicativa. Ai bambini è stato chiesto di provare a fare dei segni con dei pastelli a cera bianca su fogli di puro cotone al 100% in grado di assorbire buoni quantitativi d'acqua, consentendo dunque di fare più prove di colore. All'inizio i bambini non riuscivano a capire come mai, dalla loro azione grafica, non scaturisse un segno concretamente visibile ai loro occhi. Alcuni hanno provato a riconsegnarmi lo strumento come per dimostrarne l'inefficienza, mentre altri hanno superato l'iniziale stupore continuando liberamente a riempire il foglio. In un secondo momento sono stati consegnati dei pennelli e vari bicchieri di tempera diluita per scoprire magicamente il tracciato a cera che avevano disegnato prima. Diversi bambini hanno dimostrato una grande partecipazione nella realizzazione dell'elaborato, chiedendo di usufruire di tutti i colori messi a disposizione prolungando così, con mio grande piacere, il tempo per l'attività artistica.

A sinistra vediamo il lavoro di Eduardo prendere forma, a destra le campiture rosa di Beatrice

A destra vediamo Emma la quale, una volta scoperta la funzionalità del pennello,
ha usato le sue piccole mani per distribuire il colore sulla superficie del foglio.

©ART4LIFE


12 gennaio 2018

LA MIA PRIMA STAMPA


In questo laboratorio ai bambini è stato svelato il magico mondo della stampa attraverso un metodo semplice che ne sintetizzi i passaggi più complessi legati alla produzione dell'arte grafica. Protagonista assoluta è stata la libertà espressiva dei bambini che hanno giocato con pennarelli di vario tipo sopra fogli trasparenti di acetato; questo materiale consente di conservare la gestualità del segno strettamente legata, a questa fascia d’età, all'esplorazione dello spazio e alla scoperta utile dello strumento. Molto interessante è risultato l'esito del segno grafico: alcuni bambini hanno riempito tutto lo spazio a disposizione per loro, altri hanno preferito fare forme chiuse utilizzando colori diversi e altri ancora hanno ripetuto i segni dimostrando un grande impegno. Questa è un'età che antecede lo "scarabocchio a significato", ovvero quando il bambino comunica con il disegno un'intenzionalità rappresentativa. I bambini che hanno partecipato al laboratorio hanno già acquisito la correlazione tra movimento e segno; l'intenzione di controllare il gesto è resa possibile grazie alla maturazione motoria. Fare attività con la classe dividendoli in tanti piccoli gruppi, mi consente di dedicarmi a loro con meticolosa attenzione affinché tutti vengano seguiti nel migliore dei modi. La stampa, momento di grande magia, è avvenuta su di un foglio precedentemente inumidito che ha restituito il disegno del bambino ribaltato orizzontalmente rispetto alla matrice. 

10 gennaio 2018

LA FORESTA MAGICA

© ART4LIFE

Oggi al Baby Parking L'isola dei Castori, si è svolta l'attività La foresta magica. Spugne dal diverso grado di morbidezza sono state date ai bambini per colorare i cartoncini con la tempera che, una volta riempiti, hanno magicamente svelato l’esistenza di un animale. Di terra o di acqua? Grande o piccino? Queste le domande che sono state rivolte ai bambini per favorire, già in età prescolare, una prima lettura dell'immagine attraverso il gioco il quale, come esplicava il designer italiano Enzo Mari, "è una faccenda molto seria" perché aiuta il bambino a capire il mondo e a relazionarsi con esso. Tutta la classe ha lavorato a piccoli gruppetti per ripopolare la foresta con tanti meravigliosi colori. Coniglietti, elefanti, pecore, farfalle, pesci e tanti altri animali hanno preso forma poco a poco suscitando la meraviglia dei bambini. L'attività è stata introdotta incantando i piccoli con una filastrocca a tema.

Qui alcune sequenze fotografiche dimostrano il riempimento delle silhouette con l'ausilio della tempera

Non si vede, che cos'è? Sarà forse una silhouette?

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